Jasper, un piccolo angolo di paradiso
A distanza di… troppo, troppo tempo… sempre sulla scia dei buoni propositi, riprendo il diario di viaggio del Canada 2007… forse i ricordi saranno un po’ più vaghi ormai, ma ci proviamo, anche con l’aiuto delle solite foto.
Dove eravamo rimasti? Kamloops, tappa intermedia tra Whistler e Jasper.
Mi sveglio che mi sento la febbre… proprio il giorno in cui dovremmo fare rafting… E tanto per cambiare, piove…
Partiamo, e tutta la mattina siamo in viaggio, passando dalla British Columbia alla regione di Alberta (sulle note di “Alberta Bound” di Gordon Lightfoot). Il maltempo ci rovina pure la visuale del monte più alto delle Rockies canadesi, Mount Robson, che altrimenti avremmo visto benissimo dall’area di sosta dove ci fermiamo per pranzo.
Qui vengono a prelevarci i ragazzi del rafting, che ci portano al Fraser River, lo stesso fiume che sfocia docilmente nel mare a Vancouver, ma che più a nord-est si presta a un po’ di rafting a media intensità.
La “vestizione” con la muta da rafting e stivaletti è curiosa… ce la fanno fare sotto alla pioggia (fortunatamente leggera) senza tanti complimenti… e con l’interno della muta che sicuramente non è rimasto asciutto…
Vabbè, io ancora non mi sento benissimo, ma armati di pagaia ci dividiamo sui vari gommoni e cominciamo la navigazione… Devo dire che è stata un’esperienza che non mi ha esaltato molto, forse complici anche la pioggia e il freddo… però le rapide divertenti sono state poche, e buona parte della navigazione è stata un po’ noiosa. Le rapide più “incazzate” le abbiamo evitate portando il gommone a mano, in quanto considerate troppo pericolose… Verso la fine c’era anche la possibilità di tuffarsi nel fiume per un bagno gelido, ma viste le mie condizioni ho preferito evitare.
Cambio d’abiti in un bagno di servizio (4 pareti attorno a un buco nel suolo, per essere precisi…), e i ragazzi ci portano in pullman verso Jasper, dove ci riuniamo con chi non aveva scelto di fare rafting. E finalmente sta uscendo un po’ di sole…
Per cena Ron ci porta al De’d Dog Bar & Grill, dove credo di aver mangiato la più buona bistecca della mia vita… pura Alberta Beef, cucinata medium… mmmmh… fatto sta che dopo quella bistecca non mi sentivo più né febbre né altro, completamente rigenerato!
Per il dopo cena, sempre su suggerimento di Ron, andiamo al Pete’s Night Club, per un po’ di musica e divertimento fino a notte fonda… tanto il giorno dopo la partenza è, incredibilmente, a mezzogiorno!
Verso le 10 della mattina decido di farmi una passeggiata per Jasper. Il cielo ha ancora qualche nuvolone, ma ormai si può dire: c’è il sole! Camminando per un’oretta mi innamoro subito del posto… natura ovunque, aria pura, piccole casette all’americana e tanta pace: insomma, un piccolo angolo di paradiso… Certo, non so se potrei viverci a lungo, perché in fondo mi sento sempre un uomo di città… ma con un bel collegamento a banda larga credo mi potrei adattare per parecchio tempo
Il tour della giornata prevedeva la visita alle principali attrazioni della zona: un giro in barca sul Maligne Lake, uno stop al Medicine Lake e una visita al Maligne Canyon. Che dire, paesaggi meravigliosi, eppure sono solo un assaggio di quello che ci aspettava il giorno dopo sulla Icefields Parkway…
Il giro in barca in particolare è stato molto piacevole, abbiamo preso qualche goccia di pioggia una volta approdati alla Spirit Island, ma il sole non ci ha mai abbandonati… Il lago è il nostro primo incontro con un lago glaciale, caratterizzati da un meraviglioso colore turchese per via della “rock flour“, letteralmente “farina di roccia”. L’erosione causata dai ghiacciai porta infatti alla formazione di questa polvere di roccia, che rimane sospesa nell’acqua dei laghi e che riflette le tonalità di azzurro-turchese-verde, creando scenari mozzafiato. Non è quindi l’acqua in sé ad avere strani colori, ma tecnicamente si tratta di “acqua sporca”… e in effetti, quando la quantità di rock flour aumenta (principalmente nei fiumi o nei torrenti più impetuosi), l’acqua assume il classico (e poco allettante) colore marrone dell’acqua fangosa…
Al ritorno a Jasper abbiamo un paio d’ore libere, che decido di dedicare a una passeggiata in solitaria lungo il Jasper Trail, un sentiero che gira tutto intorno alla città, passando nel bosco che la circonda. Purtroppo non riesco a fare un giro completo, il tempo è troppo poco e devo interrompere verso metà, ma sono state due ore molto piacevoli, anche se ero un po’ preoccupato dal pericolo orsi e dalle relative barzellette di Ron… ad esempio: “Dicono che indossare delle piccole campanelline aiuta a tenere lontani gli orsi, che sentendo il rumore si tengono alla larga. Inoltre potete capire se c’è un orso nelle vicinanze (e che tipo di orso) cercando le loro feci. Ad esempio, se trovate delle feci che contengono resti di bacche o vegetali, sapete che nelle vicinanze c’è un cucciolo di orso. Invece, se trovate delle feci che contengono piccole campanelline, quello è un orso adulto…”
In serata, cena inclusa al Jasper Pizza Place… dove la pizza non era ovviamente vera pizza… ma se non altro c’era un tavolo da biliardo per passare un po’ il tempo, prima di andare a riposarsi in vista della giornata campale che ci attendeva: il viaggio lungo la Icefields Parkway…


