Quel Venerdì 17

Post caotico. (Un esperimento?).
Probabilmente in gran parte privo di senso. (O forse troppo carico di senso).
Non sono superstizioso. Però era Venerdì 17. [E in effetti già la sera prima non era stata il massimo. (E quella prima aveva un che di premonitorio... per chi era nella macchina giusta forse? In realtà, anche in quella sbagliata.)].
Una giornata ingannevole. Poi strane scoperte (anche se non a ciel sereno, decisamente)… nulla di certo, ma non promette bene. Affatto.
Ed ecco, come se non bastasse sbagli pure la fermata della metro (venerdì 17… ma non sono superstizioso). Pazienza, falla a piedi. (Anzi, è proprio meglio farsela a piedi). E nell’iPod sempre quella canzone. E canticchiarla anche per strada. Fanculo a chi ti guarda strano.
Cambiare direzione apposta, per metterci un po’ di più. Ancora un po’; ancora un altro rewind e play. (Potrei andare avanti ore. Giornimesianni. Proprio così).
Poi a casa la chitarra, e sulle corde sempre quegli accordi. Da capo, sempre loro, sempre con quelle parole. Che gira e rigira tornano sempre fuori. (Sempre vere).
Un film già visto che passa di nuovo. (Chissà quante volte ripasserà? Fino alla nausea? Ma soprattutto, chi la fa la programmazione lassù? O forse quaggiù?). Ma è colpa del macchinista del cinema o dello spettatore? O il macchinista è anche spettatore? No, forse ho capito. Mi sa che è lo spettatore che vuole improvvisarsi macchinista. Ma sbaglia sempre pellicola; prende l’unica che conosce, che lo fa sentire sicuro. Ma che non vincerà mai un Oscar (solo quello del fallimento). E lo spettatore-macchinista resta sempre solo. L’unico spettatore della sua pellicola.
Se non altro è un film che non fa dormire. (Sì, peccato che non sia un bene).
Ma il Teorema sarà vero? Non ne sono mica convinto… Ma forse sono io che non capisco il teorema. E lo applico male. E avanti a sbagliare a testa bassa. Ma in buona fede. Certo che quelle mille lire a sbaglio… le cambierà ancora la Banca d’Italia?
Ma alla fine anche su quel film ci si riesce ad addormentare. Forse. C’è chi ha paura dei propri sogni. Allora al momento io ne sono terrorizzato.
Non sono superstizioso.
Però.


Mercoledì 22 Aprile 2009 - 23:35
mi ricorda le mail tomella…
quanti ricordi, quanto vorrei ritornare ad avere l’estro creativo onirico di un tempo…
Giovedì 23 Aprile 2009 - 02:03
eh sì, le mail tomella erano uno spettacolo… ma ti prosciugavano… le cartoniriche furono la sintesi massima della mail tomella… bisognerebbe riprenderle in mano…