Inguaribile ottimismo
È meglio essere ottimisti o pessimisti?
Viene scontato rispondere “ottimisti”: meglio guardare le cose in positivo, perché deprimersi in partenza?
Però alla domanda “sei ottimista o pessimista” risponderei: “Ottimista. Ma vorrei riuscire ad essere pessimista”.
Se ragiono in termini quasi matematici, mi viene da dire che se l’ottimismo si traduce in “speranza/aspettativa che un determinato evento abbia esito positivo e desiderato”, allora abbiamo due casi: se l’evento ha effettivamente esito positivo, si ottiene soddisfazione per l’esito in misura inversamente proporzionale (ipotizzo coefficiente lineare) alla quantità iniziale di ottimismo; in caso contrario si ha una delusione direttamente proporzionale (qui ipotizzo coefficiente quadratico) alla quantità iniziale di ottimismo.
Cioè, in caso di esito positivo, più me lo aspettavo e meno ne sarò soddisfatto; in caso di esito negativo, più mi aspettavo un esito positivo e più rimango deluso. E in base alla mia personale ipotesi empirica sui coefficienti, la delusione aumenta al quadrato rispetto all’ottimismo iniziale, la soddisfazione solo linearmente.
Passiamo al pessimismo, traduciamolo come “aspettativa che un determinato evento abbia esito negativo nonostante l’esito desiderato sarebbe quello positivo” e vediamo i soliti due casi. Se l’evento ha effettivamente esito negativo, si ha una delusione inversamente proporzionale (ipotizzo coefficiente lineare) alla quantità iniziale di pessimismo; in caso contrario, si ha una soddisfazione direttamente proporzionale (ipotizzo coefficiente quadratico) alla quantità iniziale di pessimismo.
Cioè, in caso di esito negativo, più me lo aspettavo ed ero mentalmente preparato, meno ne rimango deluso; e in caso di esito positivo, meno me l’aspettavo e più ne rimango piacevolmente sorpreso e soddisfatto. E mantengo la medesima ipotesi di prima, ma al contrario: la soddisfazione aumenta quadraticamente, la delusione solo linearmente.
Il tutto ragionando a parità di importanza percepita dell’evento, e considerando costante il beneficio in caso di esito positivo e il danno in caso di esito negativo.
Cioè, indipendentemente dall’atteggiamento iniziale (e dai conseguenti fattori di soddisfazione/delusione) sono contento se va bene e non sono contento se va male.
Tutta questa pappardella pseudo-scientifica per giungere, in parole povere, a concludere che l’ottimista rischia grandi delusioni e in compenso non guadagna granché in più dalle cose che gli vanno bene, mentre il pessimista le fregature che prende già se le aspetta e passa oltre più facilmente, rimanendo comunque più soddisfatto di ciò che non si aspettava rispetto all’ottimista.
In estrema sintesi, prendo in prestito qualche parola ai Litfiba: “chi visse sperando morì… non si può dire!”.
Certo, se vogliamo mettere i puntini sulle i, quello che ho definito pessimismo andrebbe più correttamente interpretato come “realismo”, per distinguerlo da quel complessivo atteggiamento negativo a priori che, forse più precisamente, si può definire pessimismo.
Ecco, però detto questo io mi ritrovo a essere inguaribilmente ottimista. Dalle cose più stupide a quelle più importanti, dal finale punto a punto di una partita (tripla, poi la rubiamo, altra tripla allo scadere e vittoria!), all’esito di una verifica sul lavoro (massì, non ci sarà il problema e finisce lì!); dalle domande impossibili che capitavano in qualche esame (dai che mi viene l’illuminazione prima della fine!) ad altre cose ancora; be’, sotto sotto, anche se a volte non sembra, nella gran parte dei casi mi ritrovo a pensare positivo.
Se non che, quando poi la domanda è su un argomento che proprio non avevi studiato [vabbè, pochissime volte ma è capitato anche a me, ok?], se poi la verifica tira fuori un padulo atomico da risolvere in tempo zero, se poi quella tripla prende in pieno il ferro e il rimbalzo non è tuo… be’, non fa proprio piacere.
Quindi mi piacerebbe imparare a essere pessimista… o meglio, realista… perché sono convinto che alla fine faccia solo bene…
P.S. Se qualcuno si sta chiedendo “ma perché questi assurdi post del cazzo?”, be’, ogni tanto ci vogliono…


Giovedì 9 Luglio 2009 - 10:54
Ma è esattamente quello che pensavo anche io!!!
Allora non sono pazza…cioè…al massimo siamo pazzi in due…sempre meglio che essere da sola…