Coitus interruptus…

Porcaccia la miseria… già Venezia mi stava abbastanza sulle palle come città (vedi questo post)… ma adesso è ufficiale, odio anche Mestre e i suoi cazzo di temporali che si formano in un’ora…
Se non altro non è stato tutto un disastro questo mio Heineken Jammin’ Festival…
Sabato 3 luglio, ingresso al parco verso le 14.30, relax sotto un alberello, un giretto tra gli (inutili) nebulizzatori, poi gli Stereophonics (che non conoscevo ma non mi sono dispiaciuti affatto), quindi ci avviciniamo al palco per i Cranberries. Dolores in formissima, ottimo concerto, e aver sentito Zombie dal vivo è una bella “tacca sul fucile” per così dire…
E poi Aerosmith… tutti in pensiero per come avrebbe cantato Steven Tyler, che fino a qualche mese fa sembrava abbandonasse la band… poi in clinica per “ripulirsi”… 62 anni suonati…
E quindi credo che tutti si siano un po’ cagati addosso quando, alla fine della seconda canzone, spara un acuto… e comincia a tossire pesantemente…
… “oh cazzo”… ma fa segno di aspettare… prende fiato… E TIRA UN RUTTO CLAMOROSO NEL MICROFONO!! 
Ci stava prendendo in giro tutti… e da lì ha sfoderato una prestazione a dir poco brillante, con highlights per me “I Don’t Wanna Miss a Thing” e ovviamente “Dream On”, cantate alla perfezione, manco fossero registrate… brividi e pelle d’oca… Setlist quasi completa, mancavano forse “Dude” e “Crazy”, ma c’era praticamente tutto il resto…
Insomma, concerto splendido.
Domenica 4 luglio, stessa routine, ci si riposa all’ombra dell’ennesimo alberello… suonano i Rise Against, che non mi sono sembrati malaccio, poi gli Editors, dei cloni dei Depeche (e a me non piaccono granché i Depeche), poi gli orridi 30 Seconds to Mars, veramente atroci. Peccato che durante il concerto di questi qua si avvicina un nuvolone nero gigantesco… il vento fa scherzi e cambia direzione continuamente, a un certo punto sembra che il nuvolone ci schivi e punti verso Venezia… ma poi torna indietro e cominciano le prime gocce. I 30 Seconds si devono interrompere, e a quel punto cerchiamo riparo, appena in tempo, sotto uno dei tendoni dei paninari lì vicino.
Un’ora e mezza di diluvio, con una punta di vera violenza (hanno detto 80mm di acqua concentrati in mezz’ora). Alle 21.30 finalmente riusciamo a uscire, ma ci sono dieci centimetri d’acqua davanti al palco, e il concerto è annullato… camminata tra acqua e fango, navetta, due passi verso l’albergo, un kebab, una doccia e a letto… grande delusione…
Per ora i Green Day continueranno a suonare solo nel mio iPod… ma ci riproveremo…

