Icefields Parkway verso Banff: senza parole!
Ecco qui il set di foto…
Il Canada occidentale finora ci aveva riservato quasi esclusivamente pioggia… pioggia… e ancora pioggia… Be’, siamo stati ripagati il 25 luglio con la giornata più limpida e assolata da quando siamo atterrati a Vancouver… proprio in concomitanza con il viaggio lungo la superstrada panoramica denominata “Icefields Parkway“! Impagabile!
Partenza alle 8 in punto, con Ron che ci aveva avvisato che non si sarebbe fatto scrupoli a lasciare indietro eventuali ritardatari, perché la giornata era piena di cose da vedere… io cerco di arrivare molto prima al bus per accaparrarmi la prima fila, ma vengo battuto di poco da Kylie e mi accontento quindi della seconda…
L’Icefields Parkway corre tra Jasper e Banff, parallelamente alla Continental Divide dell’America nord-occidentale (la cosiddetta “Great Divide”), cioè la catena montuosa che separa i fiumi che sfociano nel Pacifico da quelli che sfociano nell’Artico o nell’Atlantico. Ciò che la caratterizza è la vista panoramica sui numerosi ghiacciai che si trovano sulla Great Divide, con cascate, laghi e fiumi a poca distanza.
In effetti solo viaggiare lungo la strada è di per sé uno spettacolo, e quel giorno abbiamo visto veramente tanti “rocks and trees”!
La prima sosta è alle Athabasca Falls, una cascata impetuosa e veramente scenografica, soprattutto con l’arcobaleno che si formava nel mezzo. Inquietante una placca commemorativa di un ragazzo (Roger Raymond Wilgenbusch) che nel 2002 scavalcò le recinizioni e scivolò nelle cascate… Subito dopo visitiamo altre cascate, le Sunwapta Falls, meno impressionanti ma comunque meritevoli, e buone per qualche foto. Provo tra l’altro la Canon di Andrea, mettendo per la prima volta le mie manine su una reflex digitale… tempo un paio d’anni e avrei fatto mia una Nikon… 
Di nuovo sul bus, mai tanto apprezzato per le sue finestre panoramiche quanto oggi, riprendiamo l’Icefields Parkway.
La fermata successiva è la visita sull’Athabasca Glacier. Partiamo dal centro visitatori (che ha la curiosa caratteristica di avere il maggior numero di bagni per donne nel Nord America [64!!!] per combattere le note code al bagno femminile…), prendiamo prima un autobus per avvicinarci al ghiacciaio, e poi ci imbarchiamo sui giganti “snow coach”, dei bestioni con ruote di più di un metro di diametro, in grado di salire quasi a 45°… Ho fatto alcune foto dall’interno del bus, provando a tenere l’orizzonte diritto, per dare un’idea di quanto fossimo in pendenza…
Sul ghiacciaio abbiamo camminato solo su un’area ridotta, e battuta in modo da essere sicura, quindi non ci abbiamo passato molto tempo, ma la sensazione di stare su tutto quel ghiaccio era particolare. L’Athabasca Glacier è una delle 6 “punte” del Columbia Icefield, una vasta riserva di ghiacci tra le Rocky Mountains che genera appunto 6 ghiacciai principali. Purtroppo, come i ghiacciai in quasi tutto il mondo, anche l’Athabasca e gli altri si stanno ritirando, e avendolo visitato in estate abbiamo potuto notare il punto in cui il ghiaccio lascia spazio a terra e roccia.
Dopo qualche palla di neve e un assaggio dell’acqua del ghiacciaio (mai bevuta un’acqua così pura!), ci reimbarchiamo su snow coach, bus e torniamo al bus dove ci attende il buon Dave. In marcia verso il pranzo!
Lungo la strada vediamo a un certo punto una macchina ferma in mezzo alla strada… per attraversamento orsi! Due orsi neri, probabilmente abbastanza giovani, stavano attraversando la strada! Non sono riuscito a fotografarli in quel momento, ma sono riuscito solo a fare qualche scatto in cui si intravedono gli orsi tra gli alberi sulla destra della carreggiata…
Le cosiddette “roadkills”, le uccisioni di animali che attraversano le strade, sono un problema molto sentito in Canada, e c’è da dire che i canadesi fanno del loro meglio per ridurle al minimo e cercare di evitarle. Ad esempio, lungo quasi tutte le strade che attraversano foreste, gli alberi ai due bordi della carreggiata vengono tagliati per alcuni metri, sia per consentire ai guidatori di vedere con più anticipo gli animali, sia per invogliare gli animali a rimanere tra gli alberi. Sulle strade più grandi, quali la Highway 1 (la Trans-Canada Highway), la carreggiata è addirittura recintata per chilometri e chilometri. Ma come, vi direte, così si separano porzioni di foresta! E gli animali che si spostano periodicamente? I canadesi hanno pensato a tutto… creando i sovrappassi per gli animali! Quelli che abbiamo visto noi nei pressi di Banff sono dei veri e propri ponti sopra alla strada, ricoperti di erba e vegetazione, che consentono agli animali di muoversi in sicurezza per la foresta… che dire, geniale!
Superati gli orsi, a breve distanza ci fermiamo in una bella area picnic in riva a un fiume per pranzare e riposarci un po’, tra alcuni scoiattoli che gironzolavano lì intorno e un po’ di frisbee.
La tappa successiva è l’highlight della giornata dal mio punto di vista… Peyto Lake, visto dal Bow Summit. Vi ricordate il discorso sulla “rock flour” nel post di Jasper? Ok, rock flour all’ennesima potenza! Non ho mai visto un colore del genere… e vi assicuro che le foto non sono ritoccate… una vista veramente mozzafiato, di fronte alla quale non riusciamo a non scattare un quintale di foto…
Ron ne approfitta per spiegarci come i canadesi classifichino le bellezze naturali del loro paese… Al primo gradino c’è il livello di “awesome!”, seguito da… “awesomer!”. Il livello massimo è invece… awesomest? No, bensì: “awesome, eh?” (l’uso dell’ “eh” da parte dei canadesi è spesso preso in giro…
). Di fronte al Peyto Lake, però, Ron ci svela però che esiste un livello di “awesomeness” ancora superiore, da usare in questi casi… “fucking awesome, eh?!”
Proseguendo lungo la strada ci fermiamo al punto di osservazione del Crowfoot Glacier; anche questo ghiacciaio si è ritirato di molto, e ha perso uno degli “artigli” a cui doveva il suo nome.
Arriviamo quindi alla fine del nostro percorso, sulle sponde di Lake Louise, altro lago glaciale che, seppur meno impressionante del Peyto Lake, ha comunque un incredibile fascino. Passeggiamo sulle sponde, di fronte all’hotel Chateaux Lake Louise e torniamo al bus, per chiudere una giornata magnifica, sicuramente una delle più belle dell’intero tour, con così tanta natura e paesaggi meravigliosi…
Dopo un ultimo viaggetto, arriviamo finalmente a Banff… oggetto del prossimo post!


