Ultra largo!
Questa domenica, in mattinata, sono andato a farmi un giro per i “soliti” landmark di Milano, per testare il mio nuovo obiettivo Nikkor 10-24…
Ma prima direi che è necessario un passo indietro, perché non ho ancora dedicato sul blog un post alla mia reflex Nikon D90, acquistata giusto un annetto fa…
Prima dell’avvento delle macchine fotografiche digitali non ero un grande utilizzatore di fotocamere… e poi diciamoci la verità, quei rullini con le foto contate, e poi il tempo che ci voleva a svilupparle e a realizzare quali foto erano venute bene o meno (quando ormai era troppo tardi), non erano molto amichevoli…
Con il passaggio al digitale sono diventato un utilizzatore delle Casio Exilim, dalla semplice S3 senza zoom (ma veramente piccola e sottile per i tempi), all’ottima Z-750, fino alla particolare EX-V7 (zoom 7x interno, al costo di una qualità dell’immagine un po’ inferiore alla 750).
La cosa che mi è sempre piaciuta delle Exilim, che per molti altri particolari erano in realtà inferiori alle concorrenti, era la possibilità di utilizzo completamente manuale. Infatti dopo un po’ di scatti mi stavo interessando a tecniche come esposizioni lunghe per foto notturne, piuttosto che giochi con la profondità di campo, per cui il controllo manuale era indispensabile.
Le possibilità di quelle macchinette erano comunque limitate, e dopo aver visto alcuni compagni di viaggio dotati di DSLR (in Canada, Perù, Cuba…), dopo un po’ di ricerche accurate, visto il desiderio di un maggior controllo sulle foto e di una migliore qualità soprattutto di quelle in notturna, è scattato l’acquisto, in tempo utile per il collaudo in Cina.
Inizialmente orientato sulla Canon 500D, sono poi andato sulla Nikon D90, preferita principalmente per la maggior qualità delle immagini ad alta ISO (paradossalmente, dovuta al fatto che la 500D ha più megapixel della D90, probabilmente troppi per la dimensione del sensore…), e perché in effetti è un gradino leggermente sopra alla 500D a livello di funzionalità offerte.
Le mie più grandi preoccupazioni erano il peso, la necessità di portarsi una borsa apposta e lo sbattimento di dover cambiare le lenti. Il peso è tutto sommato tollerabile, e per quel che riguarda la borsa mi sono limitato a una tracolla non ingombrante, in cui portare solo la macchina, con cui mi trovo meglio del previsto. La scelta dell’obiettivo “da viaggio” è caduta sul Nikkor 18-200, di cui sono estremamente soddisfatto. Adatto praticamente a ogni situazione, dal grandangolo moderato a un tele abbastanza spinto, la praticità di non dover mai cambiare lente batte di gran lunga alcuni difetti come le distorsioni complesse (banalmente rimuovibili con un clic grazie a PTLens) o la presunta poca nitidezza (probabilmente sono a un livello ancora troppo amatoriale per ritenerla importante).
Ebbene, venendo meno ahimé al mio requisito di avere una sola lente, un paio di settimane fa ho deciso di comprare un ultra grandangolo, il Nikkor 10-24, ispirato da questo articolo di quel pazzoide di Ken Rockwell, che mi ha veramente intrippato sul tema dell’ultra wide.
Scelta non facilissima con tante alternative: il 12-24 Nikon, più solido e con qualità leggermente migliore, ma non abbastanza wide e più costoso; o anche il nuovissimo Sigma 8-16, che mi allettava molto per quegli 8 millimetri, ma che non mi dava flessibilità con quei 16 millimetri… Con un 10-24 sono comunque in grado di fare anche foto “normali” senza dover ricambiare l’obiettivo! La scelta quindi è stata il Nikon, e anche in questo caso i proclami sulla poca nitidezza ad ampie aperture non mi toccano particolarmente.
In questo post ho messo alcune foto dal set di Flickr, con alcuni scatti di domenica mattina. Sono piuttosto soddisfatto; l’ultra wide apre un altro spiraglio di creatività, a patto di avvicinarsi davvero tanto (come dice Ken) e di trovare un soggetto giusto da portare in primo piano, per evitare di ricadere nel rischio di una foto “vuota”.
In sintesi, con il 10-24 posso dilettarmi in:
- Foto creative ultra wide
- Panorami wide o normali
- Foto di gruppo, o foto di persone con paesaggio
- Una piccola dose di macro “creative”, grazie alla distanza di messa a fuoco di 24 centimetri
Il 18-200 invece rimane la scelta per:
- Ritratti e primi piani
- Simil-macro (con il tele esteso)
- Tele, ovviamente
- Foto di animali o di soggetti in movimento
- Foto di notte senza cavalletto, grazie alla Vibration Reduction che il 10-24 non ha
- In generale, qualsiasi foto “normale”
Nel complesso credo che il 18-200 sarà comunque l’obiettivo più usato, ma in determinati frangenti (nelle città o in paesaggi ad ampio respiro) credo che poter passare al 10-24 mi darà qualcosa in più…
Qui sotto ho provato a fare un confronto:
La foto di sinistra è a 18 millimetri (come avrei potuto farla anche con l’altro obiettivo), quella di destra è a 10 millimetri… la differenza in prospettiva ed effetto di profondità mi sembra evidente, no?




