Banff: cavalli ed elicotteri
(set di foto qui)
Giunti quindi a Banff nel pomeriggio, andiamo a prendere possesso delle nostre camere, dei simpatici chalet da 4 persone; ma io e Mike siamo fortunati e ce ne becchiamo uno tutto per noi… Si trovano appena un po’ fuori dalla città, ma in pochi minuti di taxi o una ventina di minuti a piedi ci si arriva facilmente.
Tempo di una doccia e andiamo alle cascate del Bow River per la rituale foto di gruppo… con piccolo incidente… il buon Bear, di fianco a me nella foto, a un certo punto perde l’equilibrio e cade dal muretto… per cercare di tenersi su si aggrappa a me… e mi squarcia letteralmente la polo sotto la manica destra!
Non abbiamo tempo di tornare in albergo, ma fortunatamente il clima era piuttosto fresco e copro il problemuccio con il cardigan…
Cena inclusa, sinceramente non ricordo il locale… forse era il Melissa’s Restaurant? Possibile… la cena non era male, anche se non c’erano piatti particolarmente sfiziosi; poi siamo stati un po’ nella zona bar a giocare a biliardo e biliardino, prima che Ron ci conducesse al Wild Bill’s Saloon (dedicato al Bill Peyto da cui prende il nome l’omonimo lago…) per un cocktail e un po’ di musica country, prima di prendere un taxi per tornare in albergo.
La mattina successiva andiamo alla base della Sulphur Mountain, dove prendiamo la gondola (leggasi: ovovia) fino alla cima, per un panorama niente male. Dopo un po’ di foto e un panino per pranzo, io e alcuni altri coraggiosi (sicuramente io, Mike e Kylie, forse anche Emily ma non ricordo bene chi altri…) decidiamo di scendere a piedi anziché di nuovo con l’ovovia, lungo il sentiero a tornanti sul fianco della montagna… ce la caviamo in circa un’ora e mezza, passiamo dalle terme alla base della montagna, poi ancora un sentiero tra gli alberi e facciamo un salto all’imponente Fairmont Banff Springs, hotel gemello dello Château Frontenac che abbiamo visto a Québec City.
Piuttosto stanchi, prendiamo un taxi e torniamo in albergo per mezz’ora scarsa di riposo, visto che ripartiamo subito per l’escursione del pomeriggio… giro a cavallo con inclusa grigliata!
Era la mia prima cavalcata, ma è andata molto bene (anche se la classica firma di scarico delle responsabilità prima di partire ci aveva un attimo inquietato)… i cavalli erano docilissimi, con “addestramento americano” (redini a sinistra e a destra per curvare, redini tirate per frenare o andare all’indietro, colpo con i tacchi sulla pancia per andare avanti o accelerare), e andando tutti in fila, con tanto di guide a scortarci, non ci sono stati problemi.
Il mio cavallo si chiamava Adair e mi ha scorrazzato per tre quarti d’ora al passo, attraverso i classici paesaggi canadesi, fino al luogo della grigliata. È stato piuttosto divertente, anche se la posizione non è molto comoda, e il giorno dopo in molti avevamo dolori vari a muscoli fino ad allora sconosciuti… Inoltre nei rari momenti in cui i cavalli partivano al trotto, i gioelli di famiglia sono stati seriamente a rischio…
La grigliata non era male, una bella bisteccona come piacciono a me, peccato che il posto fosse pieno di zanzare, anche se non erano molto aggressive. Abbiamo anche fatto un po’ di pratica nel lancio del lazo… ma con scarsissimi risultati 
Ripartiti poi per la via del ritorno, abbiamo preso un’altra strada, su per una collina in mezzo al bosco, e siamo tornati al ranch; non me l’aspettavo, ma proprio una bella esperienza, anche se non credo sarò mai un cavallerizzo provetto…
Per la sera, grandissimo tocco di classe di Ron… il giovedì sera alla Hoodoo Lounge era la ONE DOLLAR DRINK NIGHT! Fino alle 23, tutti i cocktail (principalmente vodka and orange o rum e coca…) a 1 dollaro, con la possibilità di prendere massimo due drink per volta (ma per chi voleva “tutto subito” bastava rimettersi in coda). Be’, che scene spettacolari! Piramidi di bicchieri svuotati, gente che tornava con 4 drink in mano…
E prima delle 23 è partito addirittura il conto alla rovescia sui monitor del locale! Io sono arrivato a 7 cocktail, leggermente ondeggiante ma non ancora ubriaco… invece la povera Kelly a un certo punto si è piegata in due e ha cominciato a sboccare sul pavimento… vabbè, niente di grave, un po’ di postumi il giorno dopo e via 
Una nota di cultura: l’Hoodoo da cui prende il nome il locale non è la magia popolare, bensì una delle formazioni geologiche tipiche della zona
La mattina dopo era libera; svegli senza fretta, io e Mike ci siamo fatti una bella camminata dall’albergo fino al centro di Banff, che in quel periodo purtroppo non era al massimo del suo splendore per via dei molti lavori in corso sulle strade. Una battuta molto frequente tra i canadesi è che in Canada ci sono solo due stagioni: “inverno” e “cantiere”… infatti, per via delle rigidissime temperature, d’inverno non è pensabile alcun lavoro di manutezione delle strade o di costruzione, lavori che finiscono quindi per concentrarsi a ridosso dell’estate.
Passeggiando per la città decidiamo di arrivare fino alle Bow River Falls, dove avevamo fatto la foto di gruppo, passeggiando lungo il fiume, per poi tornare indietro e gustarci un sano pranzo carnivoro alla mitica Grizzly House,
dove mi sparo senza remore una Hunter’s Fondue da 45 dollari: bufalo, cinghiale e cervo, da cuocersi al momento su una pietra calda, con varie salse a contorno… spettacolo, buonissimo soprattutto il cinghiale! E per chiudere in bellezza una bella Chocolate Fondue… yum…
Torniamo in albergo dove incontriamo Ron e Dave, che in bus portano i volontari all’eliporto per un volo di 30 minuti sui ghiacciai.
Arriviamo un po’ in anticipo e dobbiamo aspettare un po’, ma non è un problema. Prima di salire, io e Bear ci sfidiamo a morra cinese per il posto in prima fila, accanto al pilota: non credo di aver mai fatto una serie di pareggi così lunga… 6 di fila! Ma alla fine… vinco io! E il volo in prima fila è stato proprio una figata, sia per la visuale magnifica (addirittura anche la parte bassa dell’abitacolo, su cui appoggiavo i piedi, era trasparente!), sia perché ero a venti centimetri da tutti i controlli e i sistemi di volo, che mi hanno sempre affascinato…
Non ero mai stato su un elicottero, ed è stato bellissimo… alzarsi leggeri nell’aria, senza scossoni… Il volo dovrebbe essere il “Mt. Assiniboine Glacier Helicopter Tour” descritto su questo sito; abbiamo spaziato da un volo panoramico ad alta quota, fino a scendere a qualche decina di metri, o forse meno, sui ghiacciai… semplicemente meraviglioso!
Tornati in albergo, per l’ultima serata a Banff ordiniamo delle pizze che mangiamo tutti insieme fuori dall’hotel, giochiamo un po’ a poker (Mike è un appassionato) e passiamo la serata in un bar a due passi, giocando a biliardino (e anche di questo Mike è un esperto) e lanciandoci in un karaoke… In realtà il bar era molto affollato (e moooolto caldo), quindi tutti siamo stati ad aspettare una vita il proprio turno… Io e Mike abbiamo cantato in coppia, “Born to Be Wild” degli Steppenwolf… sicuramente un’interpretazione imperdibile!
La mattina dopo purtroppo si parte, per il ritorno in British Columbia… di nuovo a Vancouver, per l’ultima cena insieme!


