Ritorno a Vancouver…
(ultime foto!)
Lasciata Banff ci attende una giornata intera di viaggio, con ben poco da vedere lungo la strada, dopo l’”indigestione” degli ultimi giorni… Destinazione della giornata è Vernon, ridente cittadina della British Columbia nota per… be’, credo non molto… da noi è stata usata biecamente come sosta notturna, inutile nascondercelo. Ma del resto bisogna pur tornare a Vancouver in qualche modo, no?
Lungo la strada ci fermiamo prima per una visita ad alcune cascate abbastanza anonime (onestamente non ne ricordo il nome), poi al punto d’osservazione degli Spiral Tunnels di Big Hill, due tunnel che insieme formano un 8 e che consentono ai treni di salire un dislivello considerevole senza dover affrontare una pendenza eccessiva… Simpatico, peccato che senza un treno che ci stia passando attraverso non c’è niente da vedere… Altre due soste hanno visto protagonisti prima un simpatico scoiattolo che faceva capolino da un buco nell’asfalto dell’area di sosta, e poi un bel gelato in una fattoria / gelateria locale. Poi siamo arrivati a Vernon e la giornata è finita!
Ok, non è vero, a Vernon c’era una cena cinese inclusa, sinceramente niente di che (e soprattutto: se vado in Canada, perchè le cene comprese nel tour sono spaghetti, pizza, cinese… che non c’entrano nulla con il Canada?!). Poi ci siamo arrangiati con un party in camera, stile gita del liceo, con qualche alcolico preso dal supermercato di fronte all’albergo, visto che non c’erano molte altre opzioni… memorabile Franck con l’ombrello aperto, le lezioni di massaggi al collo e quattro risate in compagnia…
Ma veniamo al ben più interessante giorno successivo, il 29 luglio 2007, altro giorno di… viaggio. Arriviamo infatti a Vancouver forse verso le 16.00… In viaggio almeno cerchiamo di passare un po’ il tempo con qualche film, se ben ricordo “40 anni vergine” e… hmm, forse “Road Trip“? Non ricordo…
Ad ogni modo, l’optional per l’ultima sera (scelto credo da tutti o quasi) è stato la cena in barca, in giro per il porto di Vancouver… e nonostante qualche nuvola, finalmente anche Vancouver ci ha accolto con un bel sole al tramonto, e la cena è stata veramente piacevole. La barca era relativamente piccola, quindi tutta nostra; il cibo non era male e poi abbiamo passato il resto delle due ore circa tra foto stupide e risate, ammirando il panorama veramente meraviglioso… Decisamente una degna conclusione di un tour fantastico…
Dopo cena comunque Ron ci porta in un nightclub (credo fosse il Roxy anche se non ne sono sicurissimo) dove passiamo l’ultima parte della serata… Spettacolare quando parte “Home for a Rest” degli Spirit of the West, altra canzone che abbiamo sentito spesso durante il viaggio, e per metterci a ballare tutti in cerchio prendo contro a Louis, la cui birra finisce sul pavimento… “My drink man!”…
Dopo un po’ di saluti per chi sarebbe partito presto torniamo in albergo, e chi resta ancora un giorno, come me, si dà appuntamento per pranzo. Nella mattinata faccio un giro del downtown e del porto di Vancouver, molto piacevole, con tanto di salita sulla Harbour Tower per un discreto panorama.
Finito il pranzo e gli ultimi saluti, io e Mike siamo gli unici interessati a visitare la Grouse Mountain (altri restavano più giorni a Vancouver e sarebbero andati in seguito), per cui ci avviamo e dopo un attraversamento del Vancouver Harbour sugli efficientissimi SeaBus, un tratto in autobus e una funicolare, arriviamo finalmente lì… Se d’inverno la Grouse Mountain è una stazione sciistica, d’estate è un buon luogo per una passeggiata, per guardare da vicino i Grizzly nella riserva, per un’esibizione di vari rapaci addestrati e per i mitici show dei taglialegna. Proprio divertenti e spettacolari questi ultimi, peccato che la batteria della telecamera mi si è scaricata proprio sul finale…
Sulla via del ritorno saluto Mike, che doveva prendere l’aereo in serata, e faccio una tappa al Capilano Suspension Bridge, un ponte sospeso di 137 metri; il ponte in sé non è male, anche se è meno impressionante di quanto ci si aspetterebbe, e inoltre il tutto è gestito in maniera ultra-turistica. Il parco che comprende il ponte ha qualche altra attrazione, ma nulla di eccezionale. Ron ci aveva avvisato che non sarebbe stato il massimo, e che c’era un ponte analogo ma completamente gratuito in un’altra zona di Vancouver, ma visto che era in strada ho optato per questo. Tutto sommato carino.
L’ultimo obiettivo della giornata è stato il ritorno alla Harbour Tower (il biglietto valeva due volte, una di giorno e una di sera), per ammirare il panorama del tramonto e della notte… e stavolta mi si scarica anche la macchina fotografica, anche se solo dopo essere riuscito a fare diverse foto…
E il giorno dopo, aeroporto… per tre voli di ritorno, un giorno di pausa e una nuova destinazione, Irlanda… ma questa è un’altra storia…
E sono così giunto alla fine di questo “diario di viaggio”, purtroppo dopo ormai 3 anni… Questa è stata la mia prima esperienza con un tour di questo tipo, adatto a viaggiatori “solitari”, e ne sono rimasto molto soddisfatto. C’è tutta la comodità di non dover pensare a trasporti e pernottamenti, unita comunque a una discreta flessibilità (giornate o mezze giornate libere, attività opzionali ecc.). Contiki poi è dedicata al target 18-35, per cui è matematico trovare qualcuno con cui divertirsi, e la componente “internazionale” è sicuramente un valore aggiunto. Franck, Sabrina, Luciana, Louis, Andrea, Carina, Mike, Bear, Jeff, Scott e tutti gli altri sono stati dei compagni di viaggio fantastici…
In realtà a oggi quello è rimasto il mio unico viaggio Contiki, vuoi per un po’ di sfortuna (la prenotazione all’ultimo minuto, dovendo sempre passare per un ufficio del CTS, non sempre porta risultati…), vuoi perché a meno della recente aggiunta di alcuni tour in Asia, tutti i tour Contiki sono localizzati nei paesi “occidentali”: Canada, USA, Europa, Australia e Nuova Zelanda. Fatto il Canada, degli Stati Uniti ho visto parecchio, dell’Europa ho visto molto, per Australia e Nuova Zelanda non è facile avere a disposizione il tempo necessario nel periodo giusto… Per cui in questi tre anni mi sono orientato su GAP Adventures, che organizza tour di ogni tipo in tutti i continenti, e che rispetto a Contiki ha il vantaggio delle dimensioni del gruppo, limitate a 15-16 persone, anche se con lo “svantaggio” (che nei miei viaggi non è mai stato tale) di non avere un limite di età.
E mi piacerebbe proprio riuscire a “recuperare” i miei diari di viaggio, come sto cercando di fare anche con le foto… Perù, Cuba, Cina, Egitto… proviamoci. Anche se prima bisognerebbe partire proprio con l’Irlanda…


